L'ESSENZA DELL'ELEGANZA
Alla ricerca dell’eleganza, dell’essenza dell’eleganza
Felix Policastro rende sempre più sottili i suoi segni,
sempre più trasparenti i suoi colori,
nella speranza di far propria la mutevolezza policroma di una foglia
(antico amore del pittore),
ma anche la perfezione di un’ellisse, senza
inizio e senza fine
come il tempo,
come la luce nella quale ondeggiano molte sue figure.
Son figure ricondotte al loro più puro schema formale in una rarefatta
metafisica del segno che non rinvia ad altro se non a sé,
segno che si gonfia nella cartapesta
divenendo bassorilievo
in un’ansia di liberazione della staticità del piano dato, segno netto ed
inequivocabile che si volge ora alla
terracotta ora alla fredda e dura pellicola
che Felix usa sapientemente come carta lucente quasi a voler condannare,
ma al contempo esaltare, questo medium amorfo nel quale l’immagine dovrebbe
staticamente specchiarsi.
Felix riscrive lo statuto ontologico di molti materiali, dal ferro al legno alle
morbide terre per sottrarli alla rigidità del loro
essere-in-sé
e ricondurli tutti alla dolcezza della curva, talora della circonferenza aperta
d'improvviso forse
in un' ansia di dolcezza, forse perché nell’onda egli intravede il ritmo
della vita vera.
Jolanda Capriglione