PRESENTAZIONE

 

Tra i compiti istituzionali della Soprintendenza di Palazzo Reale vi è la valorizzazione del patrimonio, artistico antico e moderno, ed è in questa logica che ogni anno vengono proposte esposizioni su temi, personalità e aspetti dell'arte e dell'architettura contemporanea, nella convinzione di dare un contributo alla valorizzazione dei  beni culturali in maniera più completa ed incisiva.

Presentare una mostra di arte contemporanea in un edificio storico è un'operazione complessa e non priva di rischi, sia per l'apparente incompatibilità tra espressioni figurative così distanti tra loro per epoca, cultura, destinazione, e materiali, sia per la difficoltà di operare una selezione tra la numerose richieste che provengono alla Soprintendenza. L'impossibilità di promuovere iniziative espositive in numero maggiore di quanto già non si faccia, per il dispendio di tempo e ti energie che richiede la preparazione e la realizzazione di un evento, impone dunque scelte delicate e complesse, che privilegiano i progetti elaborati ex novo per Palazzo Reale, e che meglio di altri creano la giusta sinergia tra contenitore e contenuto. D'altra parte, la collezione di opere d'arte contemporanea in spazi monumentali, se si avvale di allestimenti rispettosi del sito può far conseguire risultati apprezzabili ed innovativi, come dimostra questa mostra, con cui vengono presentati nei Giardini di Palazzo Reale i lavori di Felix Policastro. Le opere i avvalgono della naturale bellezza del sito, disegnando un percorso ideale che si conclude nella spianata prospiciente Castel Nuovo. Qui campeggia l'installazione "Cuori reali" che nella scabra materia del calpestio e nella forma sinuosa delle figure - che è il leit motiv di tutte le sculture – sembra ispirarsi alla suggestione del paesaggio del Golfo, delimitato dalla mole del "Maschio Angioino".

Le sculture di Policastro vengono cosi a collocarsi idealmente tra Palazzo Reale e Castel Nuovo, simboli delle passate monarchie ed espressioni del potere che si esercita attraverso il "cervello" - presente nel viale di accesso ai giardini -, attraverso il "cuore", e attraverso ogni altra forma di azione, razionale o irrazionale.

L'effetto complessivo della mostra è inconsueto e interessante ed evidenzia l'attuale ricerca del maestro, l'equilibrio tra spirito e materia, che qui, nei Giardini di Palazzo Reale, diventa quasi una sfida tra il suo personale linguaggio e la suggestione di un <segno> preesistente che accoglie e valorizza, valorizzato a sua volta, una testimonianza artistica particolarmente insolita all'interno di un architettura storica

 

Enrico Guglielmo

soprintendente per i beni architettonici ed

il paesaggio e per il patrimonio storico artistico

ed etnoantropologico di napoli e provincia